mercoledì 10 febbraio 2010

I bambini disabili e la scuola


Ciao a tutti, chiedo scusa ma in questi giorni gli esami sono stati tanti e non ho potuto connettermi per fare qualche intervento. comunque in questi ultimi giorni ho portato a termine la lettura di un libro molto interessante.
Il libro tende a focalizzare l'attenzione sulle problematiche degli alunni diversi e difficili che richiedono una didattica "diversa", ma allo stesso tempo integrata con quella degli altri bambini della classe.
Per quanto riguardava il tipo di disabilità si passava da un ritardo mentale, a carenze di apprendimento.
Questo fatto può essere causato da diversi problemi che vanno da quelli personali (fragilità, blocchi nella capacità di pensare), a quelli familiari (difficoltà econimche, appartenenza a culture diverse, maltrattamenti e abusi ), fino ad arrivare a problemi di tipo sociale ( condizioni abitative a rischio, appartenenza a gruppi devianti).
Oggi la scuola ha un ruolo molto importante . Ha il compito di rappresentare un'opportunità di crescita e di sviluppo, maturazione sociale e culturale e continuare ad essere un luogo di apprendimento e accoglienza.
Secondo voi è ancora così oggi ??? commentate numerosi.

lunedì 1 febbraio 2010

Un intervento speciale


Ciao a tutti. vi chiedo scusa se in questi giorni non ho aggiornato il blog , ma con la scusa di esami alle porte, nn ho trovato il tempo per pensare a qualcosa da inserire.
Comunque, tornando ai giorni nostri, in questi giorni ci siamo ritrovati all'università per recuperare delle lezioni, e in una lezione di Psicologia dell'educazione, abbiamo avuto l'occasione di conoscere una ragazza speciale che lavora con unsa persona speciale.
Appunto, lavora con una persona disabile, ma quello che ho raccolto, è stato il fatto che è partita dalla descrizione della persona dal suo nome, e non dalla storia del suo contesto di vita.
E' una cosa, parlare del contesto di vita, che caratterizza le persone disabili.Invece per molte persone disabili essere chiamate per il prorpio nome, le fa riconoscere nella società, nel mondo, ma forse è troppo.
Che ne dite?